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Superfici flessibili: quali soluzioni per adattarsi alle variazioni di attività

  • Immagine del redattore: Arianna Iacone
    Arianna Iacone
  • 3 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

In un contesto economico in costante trasformazione, le imprese si confrontano con variazioni di attività sempre più frequenti e difficilmente prevedibili. Per gli utilizzatori di spazi logistici e industriali, questa volatilità rappresenta una sfida strategica: come adeguare rapidamente le superfici operative ai fabbisogni mutevoli senza compromettere la redditività?



I limiti dell’immobiliare tradizionale di fronte a esigenze variabili


Le aziende di oggi operano in un ambiente caratterizzato da forti incertezze. Tra la marcata stagionalità delle festività di fine anno, i picchi improvvisi dei volumi e-commerce in occasione di eventi promozionali e cicli economici irregolari, il fabbisogno di superfici può variare dal 50% fino al 200% nel corso dell’anno.


Il contratto di locazione commerciale tradizionale, tipicamente strutturato su durate rigide (3-6-9 anni), impone tuttavia vincoli significativi: superfici fisse, impegni di lungo periodo e costi elevati in caso di sottoutilizzo. Questa rigidità diventa particolarmente penalizzante quando un’azienda registra un forte incremento dei volumi durante periodi come il Black Friday, per poi ritrovarsi pochi mesi dopo con ampie superfici inutilizzate.

Allo stesso tempo, l’accesso a spazi aggiuntivi richiede spesso tempi lunghi, mentre la riduzione delle superfici eccedenti comporta complessità giuridiche e operative rilevanti.



Soluzioni di immobiliare flessibile: l’emergere dei contratti modulari


Per rispondere a tali criticità, il mercato dell’immobiliare logistico sta evolvendo verso modelli più adattivi. I contratti modulari prevedono fin dalla sottoscrizione clausole di estensione e di riduzione delle superfici, consentendo adeguamenti periodici (ogni 12 o 18 mesi) in funzione delle esigenze reali.


Questi modelli, spesso definiti come “spazi a fisarmonica”, includono aree supplementari attivabili in tempi rapidi, trasformando l’immobiliare da vincolo strutturale a leva di agilità operativa.


Parallelamente, il crescente sviluppo del co-warehousing sta ridefinendo l’approccio tradizionale alla logistica. La condivisione degli spazi tra imprese con cicli di attività complementari consente di ottimizzare l’utilizzo delle superfici lungo l’intero arco dell’anno. Questo modello collaborativo può generare riduzioni dei costi comprese tra il 25% e il 40% rispetto a una locazione esclusiva.



Locazione di breve durata ed esternalizzazione: strategie di adattamento rapido


Per gestire picchi di attività temporanei, la locazione a breve termine di superfici complementari si è progressivamente strutturata. Dalle strutture modulari per periodi da 3 a 24 mesi fino al riutilizzo temporaneo di edifici esistenti, le opzioni disponibili sono sempre più diversificate.


Questo approccio, basato su una combinazione di base fissa e capacità variabile, consente di garantire la continuità operativa adattando al contempo i volumi alle esigenze del momento.


L’esternalizzazione flessibile verso operatori logistici specializzati (3PL o 4PL) rappresenta un’ulteriore evoluzione di questa logica. In questo modello, i costi sono correlati ai volumi effettivamente gestiti, trasformando spese fisse in costi variabili. Per startup in forte crescita o aziende che si affacciano a nuovi mercati, tale soluzione riduce significativamente i rischi legati a impegni immobiliari prematuri.



Flex warehouse: il futuro dell’immobiliare logistico adattivo


Il futuro dell’immobiliare logistico si orienta verso i cosiddetti flex warehouse: edifici progettati per riconfigurarsi rapidamente in base alle necessità operative. Pareti mobili, sistemi di scaffalatura modulare e infrastrutture digitali consentono di ridefinire gli spazi in tempi molto brevi.


A queste innovazioni tecniche si affianca un’evoluzione contrattuale. I nuovi modelli “all inclusive” prevedono canoni variabili in funzione dell’occupazione reale, servizi modulabili ed equipaggiamenti opzionali. Un approccio su misura che permette alle imprese di sostenere costi proporzionati all’effettivo utilizzo degli spazi.



Individuare la soluzione più adatta alla propria organizzazione


La scelta della soluzione immobiliare flessibile dipende principalmente dall’ampiezza e dalla prevedibilità delle variazioni di attività. Un operatore e-commerce in crescita costante potrà privilegiare contratti modulari con clausole di estensione, mentre una realtà con fabbisogni altamente variabili potrà orientarsi verso modelli di esternalizzazione flessibile.


L’elemento chiave risiede spesso in una combinazione equilibrata delle diverse soluzioni: un nucleo stabile di superfici affiancato da capacità variabili, attivabili secondo necessità.



Le sfide e i costi della flessibilità immobiliare


La flessibilità comporta tuttavia anche nuove complessità operative. La gestione di scorte distribuite su più siti richiede un maggiore coordinamento logistico e le organizzazioni devono adattarsi a contesti operativi in continua evoluzione.


Il costo aggiuntivo della flessibilità, generalmente compreso tra il 5% e il 15% rispetto a un contratto tradizionale, va valutato alla luce dei benefici in termini di agilità, riduzione dei rischi e capacità di risposta al mercato.



Conclusione: verso una strategia immobiliare adattiva


In un contesto in cui la capacità di adattamento rappresenta un vantaggio competitivo determinante, ripensare la strategia immobiliare non è più un’opzione, ma una necessità. Le imprese che riescono a bilanciare flessibilità e controllo dei costi si posizionano in modo più solido per cogliere le opportunità future.


Kleydos accompagna le aziende nella definizione di strategie immobiliari logistiche e industriali capaci di evolvere nel tempo, allineando spazi, performance operative e obiettivi di crescita.

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